APPROFONDIMENTI

Stipendi per medici: quanto guadagna un medico nel 2024

Nel 2024, la professione medica in Italia continua a rappresentare una delle carriere più rispettate e ricercate, tanto più che negli ultimi anni la domanda di personale qualificato in questo settore è aumentata notevolmente a fronte di una offerta non altrettanto ampia.

Tuttavia, non sempre lo stipendio medici soddisfa le aspettative, anche se può variare notevolmente in base a diversi fattori, come la specializzazione, l’esperienza e il tipo di struttura sanitaria in cui operano.

Negli ultimi anni, c’è stata una vera e propria fuga dal settore pubblico verso il privato o verso l’estero, con l’obiettivo di incrementare i guadagni e di esercitare la professione con maggiore flessibilità.

In questo articolo, esploreremo quanto guadagna un medico nel 2024, analizzando le diverse categorie professionali e mettendo in evidenza i pro e i contro delle varie tipologie di attività in Italia e all’estero.

medico con computer e calcolatrice

Quanto guadagna un medico del Sistema Sanitario Nazionale

I medici dipendenti del Sistema Sanitario Nazionale (SSN) rappresentano una parte fondamentale della struttura sanitaria italiana, in quanto ammontano a circa 110 mila professionisti.

I loro stipendi sono regolati da una scala salariale che tiene dell’Accordo Collettivo 2016-2018: i lordi annuali sono compresi tra i 108.213 euro di un primario in area chirurgica con oltre 25 anni di anzianità e i 58.436 di un medico con meno di 5 anni di anzianità.

Sebbene sulla carta possano sembrare importi interessanti, va tenuto conto che si tratta di cifre lorde: se si calcolano gli importi netti si arriva, per gli stipendi più alti, a meno di cinquemila euro netti al mese.

Se poi si confronta con altri paesi europei, il divario è notevole: secondo i dati Ocse, le retribuzioni italiane ammontano a circa il 70% in meno delle retribuzioni tedesche, il 41% di quelle britanniche e l’8% in meno di quelle francesi, rivalutandole sul costo della vita corrispondente.

Per questi motivi, a cui si aggiungono i disagi portati da turni pesanti e da carenza di personale, la carriera ospedaliera nel settore pubblico spesso risulta meno attraente rispetto alle opportunità offerte dalla libera professione, specialmente per i medici che desiderano incrementare i propri guadagni e gestire autonomamente il proprio tempo.

Quanto guadagna il medico di base

Il medico di base è un medico di medicina generale, convenzionato con il Servizio sanitario nazionale, che ha la funzione di assistere i membri di una comunità, prescrivendo farmaci ed esami diagnostici, rilasciando documenti legati alla salute dei pazienti e gestendo le patologie.

Ogni medico di base può avere un massimo di 1500 pazienti e la sua retribuzione lorda viene calcolata annualmente sul numero di mutuati.

Tuttavia, lo stipendio può variare anche in base agli anni di esperienza del medico: in linea di massima, il compenso è di 70€ lordi per paziente fino a 500 pazienti, quindi, scende a 35€ lordi per i restanti pazienti.

Pertanto, il netto mensile per un medico con il massimo dell’anzianità e dei pazienti, si aggira attorno ai 3.500€.

Anche in questo caso, per quanto non possa essere considerato uno stipendio basso, va comunque confrontato con la mole di lavoro, la responsabilità e l’impegno richiesto. Il medico di base deve infatti garantire 5 giorni alla settimana di ambulatorio, che coprano sia orari mattutini sia pomeridiani.

Medici liberi professionisti: quanto guadagnano

Per i medici che scelgono di lavorare in regime di libera professione, le opportunità economiche possono essere ancora più vantaggiose. Secondo i dati della Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri (FNOMCeO), i guadagni di un medico libero professionista possono variare notevolmente, con un range che va dai 50.000 ai 200.000 euro lordi annui. Questo range ampio è influenzato da vari fattori, tra cui il numero di pazienti, la specializzazione, la reputazione e la localizzazione geografica.

Spesso, inoltre, i medici liberi professionisti collaborano con strutture private, che, mediamente, garantiscono stipendi più elevatI rispetto alle corrispondenti strutture pubbliche.

Va considerato che la tassazione, specialmente per i medici che aderiscono nel regime ordinario, è particolarmente gravosa, con aliquote che possono arrivare al 43%.

La libera professione, tuttavia, offre una maggiore flessibilità, permettendo ai medici di gestire autonomamente il proprio tempo e di scegliere i propri pazienti. Tuttavia, comporta anche una maggiore responsabilità nella gestione amministrativa e finanziaria dell’attività.

Opportunità nella libera professione tramite Global Care

Collaborare con strutture come Global Care offre ai medici la possibilità di sfruttare sia i vantaggi economici che organizzativi della libera professione, pur lavorando in un contesto formativo e professionalmente stimolante come quello ospedaliero.

Global Care, infatti, fornisce personale medico in partita IVA alle strutture sanitarie pubbliche e private, offrendo non solo una maggiore flessibilità oraria, ma anche la possibilità di incrementare significativamente i guadagni. La cooperativa offre inoltre servizi di consulenza e agevolazioni per la copertura assicurativa, aiutando i medici che vogliono intraprendere la libera professione con maggiore sicurezza e tranquillità.

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