APPROFONDIMENTI

Resilienza in medicina: le strategie per affrontare al meglio una professione stressante

Oggi, sempre più spesso, si sente parlare del concetto di resilienza, specialmente in professioni come quella medica o infermieristica.

Professioni già di per sé stressanti, negli ultimi anni – in particolare durante e dopo la pandemia – hanno dovuto affrontare situazioni particolarmente critiche, in cui la scarsità di personale e i turni massacranti hanno afflitto molti medici.

Il tema della resilienza in medicina si è fatto, dunque, sempre più attuale, in particolare nella possibilità di affrontare eventi dolorosi e stressanti trasformandoli in esperienze di vita, capaci di far crescere.

gruppo di medici uniti

Che cosa significa resilienza?

Etimologicamente, il termine resilienza deriva dal latino resiliens, -entis, che significa rimbalzare.

In ogni disciplina, il termine resilienza assume un significato specifico: in ambito tecnico, per esempio, indica l’abilità di un corpo di resistere a sollecitazioni esterne senza rompersi. Nell’ecologia, si parta di resilienza facendo riferimento alla velocità con cui un sistema torna al suo stato iniziale dopo una perturbazione che l’ha sconvolto. In biologia, inoltre, rappresenta la capacità di un organismo di ripararsi da sé dopo aver subito un danno.

In psicologia, infine, ha assunto un significato traslato ed indica la capacità di affrontare un trauma e di ritrovare l’equilibrio psicologico compromesso.

Quest’ultimo è il significato che spesso si utilizza nel linguaggio comune: pertanto, quando si parla di resilienza in medicina, si fa riferimento alla capacità di affrontare fattori critici come la riduzione del personale, l’alto turnover, la pressione produttiva, le situazioni critiche legate alla salute dei pazienti, il constante contatto con la sofferenza e la morte, riuscendo a mantenere il corretto equilibrio.

Le strategie per aumentare la resilienza dei medici: cosa dicono gli studi scientifici

Recentemente molti studi scientifici[1][2] hanno analizzato le condizioni di lavoro dei medici e degli infermieri e si sono concentrati sulla possibilità di aumentarne la resilienza, con l’obiettivo di ridurre il rischio di burnout e di migliorare il benessere generale.

A tal fine sono state identificate diverse strategie efficaci che spaziano dai gruppi di discussione ai programmi educativi, etc.:

  • Formazione sulle competenze psicosociali: Interventi che combinano la formazione sulle competenze psicosociali con il counseling cognitivo-comportamentale aiutano i medici a sviluppare abilità di coping efficaci e a gestire meglio lo stress. Questo programma, analizzato nello studio Interventions to improve resilience in physicians who have completed training: A systematic review[3], includeva 12 sessioni settimanali di 1,5 ore ciascuna, condotte fuori servizio, per aiutare i medici a sviluppare abilità di coping più efficaci.
  • Programmi di gestione dello stress e della resilienza: Programmi strutturati come lo Stress Management and Resiliency Training, sviluppato alla Mayo Clinic, hanno mostrato che è possibile ridurre lo stress e migliorare la resilienza attraverso sessioni di formazione e follow-up.
  • Gruppi di discussione facilitata: Partecipare a gruppi di discussione che integrano mindfulness, riflessione e condivisione di esperienze può migliorare il supporto sociale e favorire la resilienza.
  • Esercizi pratici di resilienza: Esercizi come Breaking Down Easy e My Resilience Practice, descritti nello studio Everyday Resilience: Equipping Faculty With Practical Exercises to Promote Resilience Among Medical Students[4] aiutano i medici a identificare i propri punti di forza e a sviluppare strategie per affrontare lo stress quotidiano.

Gli studi hanno mostrato come le strategie pratiche e le sessioni interattive sono particolarmente efficaci per migliorare la resilienza. Ad esempio, i workshop train-the-trainer che insegnano esercizi di resilienza pratici hanno riportato un alto livello di utilità e applicabilità tra i partecipanti, suggerendo che questi metodi sono ben accolti e facilmente implementabili nelle istituzioni mediche.

Tuttavia, questi interventi da soli non solo sufficienti e i risultati rivelano come sia necessario affiancare a queste strategie modifiche al sistema di lavoro, ritornando a turni più umani e a un ambiente di lavoro più armonico e accogliente.

Le strategie per migliorare le condizioni lavorative

Oltre alle tecniche di formazione e agli esercizi pratici, devono essere, dunque, prese in considerazione delle altre strategie utili a migliorare la resilienza, offrendo posti di lavoro adatti alle necessità del singolo medico.

  • Riduzione dei turni di lavoro: Ridurre il numero di ore lavorative e i turni notturni può diminuire lo stress e il rischio di burnout, migliorando così la resilienza dei medici.
  • Lavoro flessibile: Consentire ai medici di avere orari di lavoro flessibili e di gestire il proprio tempo in modo autonomo può contribuire a ridurre lo stress e a migliorare il rapporto tra vita professionale e personale.
  • Contratti soddisfacenti e ben remunerati: Garantire contratti adeguati e ben remunerati è fondamentale per ridurre l’ansia finanziaria e aumentare la soddisfazione lavorativa, elementi che contribuiscono a una maggiore resilienza.

Purtroppo, spesso tutto ciò non è possibile in strutture pubbliche in cui vi sono scarsità di personale e conti da far quadrare.

Per questo, strutture come Glocal Care consentono di far convivere la passione lavorativa e l’amore per la propria attività professionale con condizioni di lavoro più umane e soddisfacenti.

La possibilità di vivere la professione da libero professionista, pur in strutture ospedaliere stimolanti con una vasta gamma di casi da affrontare, può rappresentare la soluzione ideale per una carriera soddisfacente che non porti all’esaurimento delle proprie energie fisiche e mentali.

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