Tassazione e benefici fiscali per medico in partita IVA
La scelta di esercitare la professione di medico come libero professionista comporta l’apertura della partita IVA.
Tuttavia, prima di prendere la decisione di aprire partita IVA è bene comprendere quali siano i regimi fiscali a cui aderire e quali siano le metodologie di tassazione, al fine di individuare la soluzione più adatta alle proprie esigenze.
I regimi fiscali per i medici in partita IVA
I regimi fiscali per i medici in partita IVA sono due: il regime forfettario e il regime ordinario. Entrambi hanno dei pro e dei contro.
Il regime forfettario può essere scelto quando si ha un fatturato che non supera una determinata soglia e garantisce aliquote più contenute. Il regime ordinario, invece, non ha un limite di fatturato ed ha aliquote per scaglioni, tuttavia, può essere conveniente per detrarre alcune spese professionali.
Regime fiscale forfettario per medici
Il regime fiscale forfettario rappresenta una soluzione vantaggiosa per i medici che decidono di esercitare la professione come liberi professionisti, specialmente quando iniziano l’attività o quando l’affiancano a un’altra attività, per esempio quella ospedaliera.
Questo regime è caratterizzato da una notevole semplificazione contabile e da un’imposizione fiscale ridotta, ideata per incentivare le nuove attività professionali.
Per poter aderire al regime forfettario, è necessario rispettare una soglia di ricavi che, per l’anno 2024, è rimasta fissata a 85.000 euro. Tale regime prevede un’imposta sostitutiva dell’IRPEF, delle addizionali regionali e comunali, e dell’IRAP.
Proprio per incentivare le nuove professioni, per i primi cinque anni si fa un’aliquota molto bassa, del 5%, che dal sesto anno sale poi al 15%.
Tassazione in regime forfettario
La tassazione nel regime forfettario si basa su un principio di semplificazione: le tasse non sono calcolate sul totale dei ricavi, ma su una percentuale del reddito lordo, detta coefficiente di redditività. Per i medici, questo coefficiente è del 78%. Ciò significa che il 78% dei ricavi sarà soggetto a tassazione, mentre il restante 22% sarà considerato come spesa forfettaria, non deducibile.
Ad esempio, con un reddito annuo di 50.000 euro, il reddito imponibile sarà calcolato come segue:
- Ricavi annuali: 50.000 euro
- Coefficiente di redditività: 78%
- Reddito imponibile: 50.000 x 78% = 39.000 euro
Inoltre, è possibile dedurre dal reddito imponibile i contributi previdenziali versati nell’anno precedente. Supponendo un versamento di contributi pari a 5.000 euro, il reddito imponibile finale sarà:
Reddito imponibile lordo: 39.0000 euro
Contributi previdenziali deducibili: 5.000 euro
Reddito imponibile netto: 39.000 – 5.000 = 34.000 euro
L’imposta sostitutiva si applicherà quindi su 34.000 euro. Nei primi cinque anni, l’imposta dovuta sarà di 1.700, mentre dal sesto, con un’aliquota del 15%, l’imposta dovuta sarà 5.100.
Vantaggi e svantaggi del regime forfettario
Il regime forfettario offre diversi vantaggi. La semplificazione contabile è notevole: non è necessario tenere una contabilità complessa e gli obblighi burocratici sono ridotti, anche se è comunque necessario conservare tutta la documentazione relativa ai ricavi e ai contributi previdenziali versati. Inoltre, la tassazione è più bassa rispetto ai regimi ordinari, soprattutto nei primi cinque anni di attività.
Tuttavia, esistono anche svantaggi. Il principale è il limite di ricavi: superata la soglia degli 85.000 euro, si perde il diritto a rimanere nel regime forfettario. Inoltre, le spese professionali non sono deducibili individualmente, ma, come abbiamo visto, vengono considerate in modo forfettario. Questo può essere penalizzante per chi sostiene spese elevate.
Per aderire al regime forfettario, è necessario indicare tale scelta al momento dell’apertura della partita IVA o in fase di dichiarazione annuale dei redditi.
Regime fiscale ordinario per medici
Il regime fiscale ordinario è il regime obbligato per tutti i medici liberi professionisti che non rientrano nei limiti del regime forfettario. Alcuni medici, pur non superando tale soglia, potrebbero però aderire a questo regime quando hanno molte spese deducibili: questo potrebbe avvenire, per esempio, all’apertura di uno studio professionale.
Il regime ordinario prevede una tassazione a scaglioni progressivi, con aliquote IRPEF che, nel 2024, variano dal 23% al 43%.
A differenza del regime forfettario, il regime ordinario non impone un limite massimo di ricavi per l’accesso. Ciò consente una maggiore libertà nella gestione dei propri guadagni e delle spese deducibili. Inoltre, questo regime richiede la tenuta della contabilità ordinaria, con l’obbligo di registrare tutte le entrate e le uscite relative all’attività professionale.
Tassazione del regime ordinario
La tassazione nel regime ordinario si basa, dunque, su aliquote progressive che si applicano al reddito imponibile, calcolato sottraendo dai ricavi totali le spese professionali e i contributi previdenziali versati l’anno precedente. Le aliquote IRPEF per il 2024 sono le seguenti:
- Fino a 15.000 euro: 23%
- Da 15.001 a 28.000 euro: 25%
- Da 28.000,01 a 50.000 euro: 35%
- Oltre 50.000,01 euro: 43%
Ad esempio, se un medico ha ricavi annui di 50.000 euro, spese professionali di 6.000 euro e contributi previdenziali di 5.000 euro, il reddito imponibile sarà:
- Ricavi annuali: 50.000 euro
- Spese professionali: 6.000 euro
- Contributi previdenziali: 5.000 euro
- Reddito imponibile: 50.000 – 6.000 – 5.000 = 39.000 euro
L’aliquota IRPEF sarà del 35% e si applicherà su un imponibile di 39.000 euro, per un totale di 13.650 euro.
Come si può vedere, nonostante il ricavo sia lo stesso precedentemente calcolato con il regime forfettario, ovvero 50.000 euro, le imposte da pagare con questo sistema sarebbero notevolmente superiori.
Vantaggi e svantaggi del regime ordinario
Il principale vantaggio del regime ordinario è la possibilità di dedurre tutte le spese effettivamente sostenute nell’esercizio dell’attività professionale. Questo può risultare particolarmente vantaggioso per i medici che sostengono spese elevate per l’acquisto di attrezzature, formazione continua o altre necessità professionali.
D’altra parte, il regime ordinario comporta una maggiore complessità contabile e amministrativa, con una contabilità dettagliata che include la registrazione di tutte le entrate e le spese professionali. È obbligatorio presentare la dichiarazione dei redditi annuale, il modello Redditi PF e versare le imposte secondo le scadenze stabilite.
Inoltre, come già abbiamo visto, le aliquote progressive sono più elevate rispetto all’imposta sostitutiva del regime forfettario.
Pertanto, prima di scegliere il regime fiscale adatto alla propria professione è bene consultare il proprio commercialista e valutare tutti gli aspetti dell’attività che si intende svolgere.